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Upside foods in grado di produrre 23 tonnellate di carne artificiale

Sembra ieri quando gli scienziati annunciarono per la prima volta la possibilità di produrre carne sintetica e invece eccola qui praticamente pronta per finire sugli scaffali dei nostri supermercati.

Non solo carne macinata ma anche pezzi di pollo anatra e aragosta il tutto creato in vitro a partire da cellule muscolari e sviluppate in laboratorio a suon di reagenti, una tecnica ormai affinata a tal punto da poter essere applicata su larga scala

E proprio questo è l’obiettivo della startup californiana upside foods che la scorsa settimana ha aperto uno stabilimento in grado di produrre 23 tonnellate di carne artificiale all’anno una cifra che presto potrebbe moltiplicarsi per otto per venire incontro alla possibile crescita esponenziale della domanda.

Autorizzazioni da parte delle autorità competenti

L’altro scoglio che dovrà superare questo tipo di industria e quello delle autorizzazioni da parte delle autorità competenti al momento infatti nell’unione europea né gli stati uniti hanno approvato il consumo di carne prodotta in laboratorio ci si chiede quindi che fine faranno le 23 tonnellate all’anno promesse da upside foods se non potranno essere commercializzate negli stati uniti e allora prevedibile che finiscano sulle tavole di paesi con norme più permeabili alle ultime novità lanciate dagli alfieri del consumismo alimentare.

Abbattere i costi del processo di produzione

Prima che ciò avvenga però l’industria della carne sintetica dovrà superare un paio di ostacoli sarà necessario in primo luogo abbattere i costi del processo di produzione sono lontani i tempi in cui nel 2013 venne presentato a Londra il primo filetto prodotto in vitro la sua fabbricazione costo allora quasi 300 mila euro un prezzo che nel giro di pochi anni la tecnologia è riuscita ad abbattere ma non al punto da poter essere competitiva con la carne tradizionale.

Animalismo ed Ecologismo

Un consumismo che fa leva tanto sulla animalismo come sull’ecologismo la carne sintetica viene presentata come la soluzione ideale per evitare inutili sofferenze agli animali la stessa fabbrica di upside foods è stata costruita in base a criteri di trasparenza con immense vetrate studiate per enfatizzare il contrasto con i mattatoi luoghi tradizionalmente tenuti nascosti al grande pubblico.

Si tratta di uno stabilimento pensato per attirare i visitatori con veri e propri tour guidati in cui gli avventori potranno osservare in tempo reale come viene prodotto questo tipo di carne che nella mente dei suoi inventori non solo salverà milioni di vite animali ma anche il pianeta.

D’altronde mucche e maiali consumano acqua ed emettono diossido di carbonio per cui non rientrano nei canoni della rivoluzione green la carne sintetica sarà dunque un tassello fondamentale per portare la transizione ecologica nei nostri piatti non sembra troppo lontano un futuro in cui gli alimenti naturali saranno messi al bando perché troppo cari e troppo inquinanti.

Il cibo dei nostri nonni non è più sostenibile anche perché a differenza di quello sintetico non può essere brevettato e quindi non può essere controllato un bel problema per chi vorrebbe estendere la sorveglianza a ogni aspetto dell’esistenza umana pranzi e cene compresi.

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